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domenica 19 aprile 2020
venerdì 4 marzo 2011
Immagini dal Fontanile Cavetto via Caio Mario
Oggi con altre persone di VivereQuinto e Vivere Figino siamo stati a fare un giro nel luogo dove morì bruciato nella sua capanna il rumeno di 14anni Enea Emil nell’inverno 2010.
Siamo a conoscenza che l’amministrazione comunale dopo varie proteste dei cittadini aveva sgomberato l’accampamento, pensavamo anche che l’AMSA avesse ripulito il fontanile ed abbattuto le capanne; bene guardate il video.
Dov'è il tanto decantato controllo del territorio?
mercoledì 28 luglio 2010
Milano SI Muove

"MILANOSìMUOVE":
CINQUE REFEREDUM PER LA QUALITA ’ DELL'AMBIENTE E DELLA VITA
Milano, 12 luglio 2010. E’ stata presentata oggi a Palazzo Marino la campagna per cinque referendum sulla qualità dell’ambiente e della vita per i quali, da oggi, i cittadini milanesi potranno firmare. Il Comune di Milano ha infatti convalidato, ai sensi dello statuto, le firme dei primi 100 sottoscrittori che erano state consegnate a giugno e avviato la vidimazione dei moduli per la raccolta delle firme. Hanno già aderito come promotori dell’iniziativa, lanciata da Marco Cappato, Edoardo Croci ed Enrico Fedrighini, personalità della società civile, della cultura e della politica. Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, i consiglieri comunali Carlo Montalbetti e Giancarlo Pagliarini.
Obiettivi
Per garantire ai suoi cittadini standard di salute e di vita adeguati ad una metropoli moderna, Milano ha bisogno di rivoluzionare i sistemi dei trasporti, dell’energia e del verde.
Gli studi scientifici più recenti hanno accertato che se venissero adottate misure coraggiose necessarie per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, guadagneremmo un anno e mezzo di vita a testa, eviteremmo 1.000 morti all’anno e ci ammaleremmo di meno. Soprattutto i bambini, gli anziani e le fasce più deboli e a più basso reddito ne avrebbero un beneficio immediato. Purtroppo la politica di Palazzo si dimostra incapace di assumere scelte coraggiose e lungimiranti. I referendum sono l’unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro.
Come e dove
E' partita l'iniziativa referendaria "MilanoSìMuove". Infatti da oggi, lunedì 12 Luglio, è possibile sottoscrivere i 5 referendum.
E' possibile firmare all'ufficio elettorale del Comune di Milano in via Messina 52 dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 15.30. Da mercoledì sarà possibile firmare anche presso tutte le sedi delle zone e gli uffici dell’anagrafe.
Il comitato promotore organizzerà tavoli di raccolta firme in concomitanza con i principali appuntamento dell'estate milanese: sono già stati prenotati gli spazi per i banchetti di raccolta firme per l’intero mese di luglio presso Darsena e Colonne di S. Lorenzo e nei giorni di svolgimento delle manifestazioni estive presso l’Arena civica in occasione del “Milano jazzin’ festival” (dal 12 luglio al 2 agosto) e presso della rassegna “notturni musicali” presso la Villa Reale di Via Palestro (tutti i giovedì e sabati dal 15 al 31 luglio).
Promotori
I promotori sono un gruppo trasversale di cittadini,
venerdì 26 febbraio 2010
LAMBRO,DA LEGAMBIENTE INIZIATIVA PER "ABBRACCIO COLLETTIVO" A FIUME
Dopo aria, suolo, mare, anche i fiumi. Quando cominceremo a tutelare il nostro territorio senza pensare ai ritorni economici di pochi a scapito di tutti i cittadini?
Un "abbraccio collettivo" al fiume Lambro. E' l'iniziativa simbolica che Legambiente lancia per sabato prossimo, dopo il disastro ecologico di questi giorni. "Vogliamo far sentire la voce di cittadini e associazioni, per denunciare la gravissima sottovalutazione della catastrofe ambientale, le omissioni della politica, l'incredibile ritardo degli interventi - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - ma soprattutto vogliamo dire che per il Lambro è arrivato il momento del cambiamento: le responsabilità della catastrofe devono essere riconosciute e punite, ma subito dopo la rinascita del fiume deve diventare una sfida per l'intera comunità della Lombardia". Legambiente invita cittadini, associazioni e comitati ad "unirsi in un abbraccio, una catena umana" che si snoderà nel Parco Lambro di Milano: "Faremo sentire la nostra voce circondando il fiume con una catena umana lungo le sponde del fiume ferito". by Omnimilano
Legambiente Lombardia 02 87386480 – 349 1074971
Legambiente Lombardia 02 87386480 – 349 1074971
martedì 5 gennaio 2010
Lettera aperta di Legambiente sul Parco delle Cave
Vittima di egoismi e interessi, il Parco delle Cave perde i suoi angeli custodi
Con il 2009 si è chiusa un'esperienza di successo per Milano: la nostra città infatti ha visto crescere, insospettabilmente, esperienze di progettazione e gestione del verde che sono veri gioielli, assurti a prestigio internazionale. E' il caso del Parco delle Cave, un territorio riscattato dal degrado per divenire paesaggio urbano eccellente grazie alla partecipazione di cittadini e comitati e alla competenza degli operatori del Centro per la Forestazione Urbana (CFU) di Italia Nostra. Il CFU è una vera e propria istituzione milanese, una scuola di paesaggio a cui hanno attinto molte di quelle che poi sono divenute affermate firme della progettazione del verde, nata da un impegno di volontariato ambientale quale fu, negli anni '70, la realizzazione di Boscoincittà. Erano gli anni della Milano del sindaco Aniasi, in cui la sensibilità ambientale affiorava anche grazie a figure come quelle dell'allora assessore Ercole Ferrario, in seguito divenuto presidente di Legambiente Lombardia. In quella Milano migliaia di alberi furono piantati ad opera di cittadini organizzati nei terreni incolti attorno al nucleo abbandonato di Cascina San Romano, poi divenuta sede operativa del CFU stesso, segnando la nascita del più 'mitteleuropeo' tra i parchi milanesi. E quella bella storia di impegno, volontariato e competenza è stata trasfusa anche nella trasformazione del Parco delle Cave, affidato alle cure del CFU dal sindaco Formentini nel 1994. In questi 15 anni di lavoro e progetti le acque stagnanti delle cave sono rinate e sono diventate laghi lucenti, sono stati ripuliti i terreni contaminati da rifiuti e macerie, gli spacciatori hanno dovuto abbandonare i prati che si stavano animando di nuovi frequentatori, sono stati realizzati centinaia di orti urbani, una nuova area umida si è popolata di fauna selvatica, una boscaglia degradata è divenuta area naturalistica, nuove siepi e boschi hanno iniziato il loro sviluppo. Su questo processo, il CFU ha garantito un'assidua regia, catalizzando la partecipazione di cittadini e associazioni del quartiere.
Questa fertile esperienza di sussidiarietà e partenariato si è rivelata efficace quanto qualificata: ciò ne rende incomprensibile l'epilogo, frutto di scelte gestionali diverse, volute dall'assessore Cadeo. Scelte che si sono accompagnate a conflitti, producendo disgregazione tra le associazioni insediate nel parco, alcune delle quali, con visione miope, hanno intravisto nel 'nuovo corso' voluto dall'amministrazione Moratti, e nel sacrificio della regìa unica del parco, spazi per conquistare rendite di posizione e privilegi per se stesse e per i propri associati. Si è riprodotto in piccolo, nei confini del Parco delle Cave, il modello della città disgregata, che perde di vista i grandi obiettivi qualificanti per tutta la comunità per tutelare rendite di posizione e interessi particolari utili in una logica di lottizzazione elettorale.
Nel nuovo disegno di città voluto dal PGT il Parco delle Cave, abbracciato da fantasiosi progetti di vie d'acqua previste per Expo, dovrebbe diventare una parte del 'West Park dell'intrattenimento', tra ruote panoramiche, parchi divertimento, vecchie-fattorie-ya-ya-oh... e altri non-luoghi, di cui forse Milano può anche fare a meno.
Da milanesi oggi non possiamo che ringraziare gli operatori CFU per una gestione i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, e sperare che chi verrà dopo di loro non li disperda. Già, chi verrà dopo? Per quanto è dato di capire, la gestione del parco verrà affidata all'Università di Milano (ma che c'entra l'Università con la gestione di un parco pubblico?) e alla Global Service, con inevitabile aumento dei costi. Per la nostra associazione la chiusura di questa esperienza rappresenta una grave perdita di spazi entro i quali praticare la sussidiarietà e l'azione cooperativa, realizzata in tante iniziative di volontariato ambientale svolte insieme al CFU, al suo personale e ai volontari che gravitano intorno a questa struttura. Resta l'amarezza per una città che perde i pezzi, proprio nei parchi che rendono il paesaggio urbano attraente e degno di essere vissuto, come è sicuramente stato, fino ad oggi, nel Parco delle Cave.
Damiano Di Simine e Franco Beccari, Legambiente
Damiano Di Simine Presidente Legambiente Lombardia
via Mercadante 4, milano
Inviare commenti a: spiro49@libero.it
Con il 2009 si è chiusa un'esperienza di successo per Milano: la nostra città infatti ha visto crescere, insospettabilmente, esperienze di progettazione e gestione del verde che sono veri gioielli, assurti a prestigio internazionale. E' il caso del Parco delle Cave, un territorio riscattato dal degrado per divenire paesaggio urbano eccellente grazie alla partecipazione di cittadini e comitati e alla competenza degli operatori del Centro per la Forestazione Urbana (CFU) di Italia Nostra. Il CFU è una vera e propria istituzione milanese, una scuola di paesaggio a cui hanno attinto molte di quelle che poi sono divenute affermate firme della progettazione del verde, nata da un impegno di volontariato ambientale quale fu, negli anni '70, la realizzazione di Boscoincittà. Erano gli anni della Milano del sindaco Aniasi, in cui la sensibilità ambientale affiorava anche grazie a figure come quelle dell'allora assessore Ercole Ferrario, in seguito divenuto presidente di Legambiente Lombardia. In quella Milano migliaia di alberi furono piantati ad opera di cittadini organizzati nei terreni incolti attorno al nucleo abbandonato di Cascina San Romano, poi divenuta sede operativa del CFU stesso, segnando la nascita del più 'mitteleuropeo' tra i parchi milanesi. E quella bella storia di impegno, volontariato e competenza è stata trasfusa anche nella trasformazione del Parco delle Cave, affidato alle cure del CFU dal sindaco Formentini nel 1994. In questi 15 anni di lavoro e progetti le acque stagnanti delle cave sono rinate e sono diventate laghi lucenti, sono stati ripuliti i terreni contaminati da rifiuti e macerie, gli spacciatori hanno dovuto abbandonare i prati che si stavano animando di nuovi frequentatori, sono stati realizzati centinaia di orti urbani, una nuova area umida si è popolata di fauna selvatica, una boscaglia degradata è divenuta area naturalistica, nuove siepi e boschi hanno iniziato il loro sviluppo. Su questo processo, il CFU ha garantito un'assidua regia, catalizzando la partecipazione di cittadini e associazioni del quartiere.
Questa fertile esperienza di sussidiarietà e partenariato si è rivelata efficace quanto qualificata: ciò ne rende incomprensibile l'epilogo, frutto di scelte gestionali diverse, volute dall'assessore Cadeo. Scelte che si sono accompagnate a conflitti, producendo disgregazione tra le associazioni insediate nel parco, alcune delle quali, con visione miope, hanno intravisto nel 'nuovo corso' voluto dall'amministrazione Moratti, e nel sacrificio della regìa unica del parco, spazi per conquistare rendite di posizione e privilegi per se stesse e per i propri associati. Si è riprodotto in piccolo, nei confini del Parco delle Cave, il modello della città disgregata, che perde di vista i grandi obiettivi qualificanti per tutta la comunità per tutelare rendite di posizione e interessi particolari utili in una logica di lottizzazione elettorale.
Nel nuovo disegno di città voluto dal PGT il Parco delle Cave, abbracciato da fantasiosi progetti di vie d'acqua previste per Expo, dovrebbe diventare una parte del 'West Park dell'intrattenimento', tra ruote panoramiche, parchi divertimento, vecchie-fattorie-ya-ya-oh... e altri non-luoghi, di cui forse Milano può anche fare a meno.
Da milanesi oggi non possiamo che ringraziare gli operatori CFU per una gestione i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, e sperare che chi verrà dopo di loro non li disperda. Già, chi verrà dopo? Per quanto è dato di capire, la gestione del parco verrà affidata all'Università di Milano (ma che c'entra l'Università con la gestione di un parco pubblico?) e alla Global Service, con inevitabile aumento dei costi. Per la nostra associazione la chiusura di questa esperienza rappresenta una grave perdita di spazi entro i quali praticare la sussidiarietà e l'azione cooperativa, realizzata in tante iniziative di volontariato ambientale svolte insieme al CFU, al suo personale e ai volontari che gravitano intorno a questa struttura. Resta l'amarezza per una città che perde i pezzi, proprio nei parchi che rendono il paesaggio urbano attraente e degno di essere vissuto, come è sicuramente stato, fino ad oggi, nel Parco delle Cave.
Damiano Di Simine e Franco Beccari, Legambiente
Damiano Di Simine Presidente Legambiente Lombardia
via Mercadante 4, milano
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